L’economia del bisogno e dell’aiuto reciproco contro l’economia capitalista

Da tempo gli economisti di tutto il mondo studiano l’attuale modello sul quale funziona la nostra società contemporanea nel tentativo di capirne punti di forza e punti di debolezza, ma soprattutto nel tentativo di mettere a punto una valida alternativa. Il sistema capitalistico sta mostrando infatti la corda ed è necessario studiare possibilità differenti che possano garantire benessere sostenibile per tutti, e non solo per pochi che continueranno ad accumulare ricchezze a scapito dei molti che diventeranno sempre più poveri.

Negli ultimi decenni si sono sempre promosse delle politiche economiche fondate sula concorrenza: il prossimo è un “nemico”, un avversario da battere nella lotta per il maggior profitto. Anche le persone sono diventate merce, nel senso che l’unico valore assoluto che si riconosce è il denaro. Se una persona ha tanto denaro, vale; al contrario, non ha alcun peso sulla società. Nel momento del boom e della crescita tutto questo ha funzionato e portato benessere; ma ora le cose stanno cambiando, la popolazione è molto più povera, la produzione eccede di gran lunga quella che è la domanda. Ci sono due giovani studenti italiani che hanno avuto un’idea, che non potremmo definire del tutto originale perché esistono tanti altri progetti a livello internazionale che si basano sugli stessi presupposti; ma di certo originale è il modo con cui hanno deciso di metterla in pratica. I ragazzi, entrambe studenti di economia freschi di laurea, si chiamano Mattia D’Arienzo e David Galvagno e il loro progetto si chiama “Need you project”. Il presupposto teorico da cui partono è quello dell’economia cosiddetta “del bisogno”, dove al centro non vi è lo scambio di denaro ma di competenze e professionalità. Si tratta di un’economia basata sulla cooperazione per il raggiungimento di un obiettivo, per arrivare al quale possono essere utili le forze di tutti. Il denaro non è considerato in questo sistema che non mette in competizione le persone, al contrario, le mette insieme in uno sforzo collettivo per creare benessere non al singolo soggetto ma alla società tutta. David e Mattia hanno detto di essersi ispirati al progetto “Venus” che però è molto più ambizioso rispetto a ciò che hanno in mente loro. Il progetto Venus prevede un cambiamento su scala globale: anche in questo caso viene bandito il denaro e si propone che le risorse comuni vengano messe a disposizione di tutti, in modo che ognuno possa fruirne in ugual misura. La conclusione a cui David e Mattia sono giunti studiando questo modello, però, è che è inapplicabile: non impossibile forse, ma di certo assai difficile da adottare nella nostra società così come è strutturata attualmente. Loro hanno pensato di fare qualcosa di simile, ma più in piccolo, organizzando un viaggio in bicicletta tra le città italiane. I due giovani sono partiti il 29 agosto a bordo delle loro due ruote armati solo di loro stessi: il loro itinerario li condurrà ad attraversare tutte le regioni italiane. In programma hanno di toccare in ogni regione due luoghi: una città più grande e un paese più piccolo. Cosa faranno? Si proporranno alla gente per ciò che sono e con ciò che sanno fare, mettendosi a disposizione in cambio di vitto e alloggio, o di altre competenze. Cosa si aspettano? Che la gente li sorprenda. Dicono di sapere bene quanta diffidenza ci sia oggigiorno nei confronti del prossimo, ma la loro fiducia in un mondo futuro dove economia non sia sinonimo di arricchimento, ma di condivisione, è incrollabile, e sperano di presentarne le prove al mondo scientifico.