Giornata Mondiale della Giustizia Sociale

Il 20 febbraio 2016 si è celebrata la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, fortemente voluta dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), che si ripete ogni anno ormai dal 2007. Perché istituire una giornata su questa tematica? In realtà la risposta è davanti agli occhi di tutti, se si prende come assunto di base il significato che l’ONU dà alla locuzione “giustizia sociale”.

Ogni anno si invitano gli stati membri a riflettere su tutto ciò che crea disuguaglianze e disparità tra gli uomini, creando di fatto uno squilibrio contro natura, giacchè tutti gli uomini sono stati creati uguali ed hanno uguali diritti e doveri su questa terra. Per il 2016 l’invito è stato a riflettere nello specifico su quelle che possono essere considerate le moderne forme di schiavitù, ad esempio la necessità di accettare condizioni di lavoro proibitive pur di garantire una sopravvivenza a se stessi e alla propria famiglia, e sul traffico di esseri umani. Queste tematiche appaiono quanto mai di attualità in un momento storico in cui quotidianamente i mezzi di informazioni ci mostrano immagini di popoli in fuga, popoli che premono alle frontiere dell’Europa mettendo in crisi la sua stessa identità e le regole sulle quali è nata. Giuseppe Iuliano, responsabile del Dipartimento politiche internazionali della CISL (Confederazione Italiana Sindacato dei lavoratori) è stato chiamato ad illustrare il suo punto di vista in merito, punto di vista che gli deriva anche dal ruolo che ricopre e dalle realtà con le quali egli può entrare in contatto quotidianamente. Iuliano infatti si è subito detto portavoce dell’associazione sindacale di cui è rappresentante, che crede profondamente nei diritti umani e nella necessità di difenderli. Soprattutto,ha affermato di credere che i diritti del singolo siano ancora più importanti di quelli delle collettività, per il semplice motivo che gli uni sono i presupposti indispensabili ed imprescindibili degli altri. In seguito ha riflettuto sul fenomeno delle migrazioni di massa, invitando l’Europa a non irrigidirsi su presupposti che potrebbero minare la sua stessa esistenza. Per impedire l’ingresso di altri rifugiati si è infatti parlato di annullare i patti di Schengen, che sono però quelli su cui si basa il principio di libera circolazione che ha reso l’Europa un continente unito dopo anni di particolarismi nazionali. Non può dunque essere questa la soluzione ad un evento epocale che è in atto, vale a dire lo spostamento di intere popolazioni che, non va dimenticato, sono composte da persone che non cercano di fare altro se non salvarsi la vita. I profughi infatti fuggono da territori in guerra e desiderano solo avere la possibilità di garantirsi un presente e possibilmente anche un futuro migliori. Parlando poi della “Dichiarazione sulla Giustizia Sociale per una Globalizzazione Giusta” adottata dall’ONU; Iuliano ha affermato di pensare che una “globalizzazione giusta” sia quella che prima di tutto si renda conto di quanto sono cambiati i tempi. Se in passato il diritto di cittadinanza era immediatamente riconoscibile, per via del luogo in cui una persona viveva e lavorava, il presente è molto più liquido e quindi vanno costruite nuove basi per il Welfare. Infine Iuliano ha espresso la sua opinione in merito alla redistribuzione della ricchezza. Oggi il mondo è in grado di produrre molta ricchezza, ma questa rimane solo nelle mani di pochi. Quindi è necessario che ci sia una distribuzione più equa, e che abbiano fine le speculazioni. La Giornata Mondiale della Giustizia Sociale serve proprio a lavorare in modo che questo accada davvero, e affinchè ciò sia possibile è necessario l’impegno di tutti.