Riforma Giustizia: Punto della Situazione

La condizione deprecabile della Giustizia nel nostro Paese è evidente a molti, e in modo particolare all'Unione Europea, la quale produrrà una sanzione specifica per l'Italia a causa del guaio del sovraffollamento nelle carceri, sinonimo di una pessima gestione sul fronte giuridico e istituzionale.

I Premier italiani, però, da Berlusconi a Renzi, passando per Monti e Letta, restano a guardare, nonostante i fonti interessi, soprattutto da parte del Cavaliere, di smantellare e ricostruire il sistema giuridico italiano. Proprio lui che, di recente, ha varato l'ipotesi di fondare un gruppo parlamentare in onore dei “bersagli” dell'apparato giudiziario nel nostro Paese. Però, come sempre, a far apparire poco veritiere le mosse politiche del Cavaliere ci pensano le sue gaffe, istituzionali e non. Nonostante abbia tenuto in mano le redini del Paese per 10 anni, Berlusconi non sfugge alla lista contenente i nomi di tutti i rappresentanti politici rimasti inermi al cospetto del progressivo smantellamento dall'interno della Giustizia italiana. Molte le idee mosse in questa direzione dall'ex Presidente del Consiglio, purtroppo però mai attuate, anche a causa dei ripetuti scandali che attanagliano la vita privata e politica del Premier di Arcore, in modo particolare sul fronte delle promesse di matrice liberale, mai mantenute. Fra questi errori, va sicuramente annoverato quello riguardante i casi giudiziari personali, che hanno occultato per anni le azioni politiche dell'ex Premier, vanificando ogni sforzo dei suoi partiti e rendendo, di fatto, nel corso degli anni, poco credibili le sue parole. Causando, in questo modo, unicamente una bagarre a livello mediato, riducendo drasticamente le possibilità di ottenere qualcosa di concreto sul fronte Giustizia, alla luce del rinnovato scudo di giudici e pubblici ministeri, compatti contro le accuse del Cavaliere, a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Pensare, dunque, che l'ex Presidente del Consiglio sia oggi capace di sovvertire l'attuale situazione giuridica appare tanto un'utopia quanto un concetto sbagliato, a fronte delle maglie che, nel frattempo, hanno irretito sempre più il Cavaliere, di recente interdetto dagli ambienti istituzionali. I punti fermi della sua politica anti lobbistica li conosciamo ormai tutti, viste le volte in cui sono stati ripetuti alla stregua di un mantra, ma vale comunque la pena di menzionarli, alla luce del fatto che coincidono con gli attuali problemi strutturali del sistema. L'eccesso di misure cautelari nei confronti dei trasgressori, il dovere di rispondere civilmente delle proprie azioni riguardante la magistratura, e la divisione degli impieghi. È altrettanto insperabile che l'attuale Premier Matteo Renzi possa attuare delle contromisure proprio ora, in un momento in cui le priorità, secondo l'attuale agenda di Governo, sembrano tutt'altre. D'altronde, i punti poco chiari espressi dal neo Presidente del Consiglio, sulla questione, sono molteplici, tra cui, a fronte del suo assenso nei confronti della revisione delle leggi Giovanardi, Bossi – Fini, e della ridiscussione riguardante i doveri civili della magistratura, ha fatto “orecchie da mercante” sui consenti ottenuti dal partito Radicale, attraverso le numerose raccorte firme attuate lungo la penisola. Medesima reazione riguardo alle questioni indulto e amnistia. Infatti, nonostante il suo appoggio alle lotte radicali contro le misure di indulto e amnistia per far fronte al problema carcerario, il neo Premier sembra aver rimangiato la parola, etichettando queste azioni, nel corso delle Primarie, come un passo falso del partito radicale.