Il punto sulla riforma della Giustizia

I documenti di valutazione del piano riforme della Giustizia italiana, che l'attuale governo ha circoscritto in 12 passaggi, inserendoli presso il dominio ufficiale dei ministri, risultano essere stabili da qualche tempo al passaggio 3 riguardo alle consultazioni in merito al tema.

In molti stanno aspettando di conoscere quello che sarà il passaggio numero sei, riguardo alla responsabilità dei giudici, con riferimento all'esempio mostrato dall'Europa. Si tratta di un punto molto atteso, dato che su di esso si concentrano molte delle problematiche che stanno rallentando il passo alla riforma della Giustizia. È inoltre l'aspetto riguardo a cui i magistrati coinvolti stanno più puntando il dito sottolineandone l'inammissibilità. Ciò che è trapelavo fino a questo momento dà risalto a quello che è un vecchio sistema di attuazione, quello del bastone e della carota. Quest'ultima è rappresentata dalle ottemperanze della sfera civile che non saranno in ogni caso prive di intermediazione, nel senso che i cittadini che hanno ricevuto un torto per cause giudiziarie non saranno infatti in grado di mostrare una rimostranza diretta al pubblico ministero, ma saranno costretti a sporgere denuncia direttamente all'organo statale. Dunque verrà modificato a Palazzo Madama il decreto Pini che ha consentito ai leghisti di procedere in questo senso diversi mesi addietro. Il presidente del consiglio vede la responsabilità non diretta prendendo come esempio gli emendamenti stabiliti dall'Europa, e dunque Orlando non ha fatto altro che accogliere questa scelta nella sua interezza, adeguandovisi. Ma ciò che preoccupa maggiormente Anm è la domanda di rimborso, alla luce del fatto che risulterà il cittadino ad assumersi l'onere del pagamento in questo caso, oltre alla costrizione, se dovesse avere la meglio il suddetto, di farsi valere nei confronti del giudice autore dello sbaglio. Non è necessario sottolineare come in una siffatta situazione, i problemi sul fronte della magistratura sarebbero ingenti. Fino a questo momento l'ente statale ha erogato risarcimenti unicamente a 7 soggetti su cinquecento che hanno oltrepassato la soglia di irregolarità. Comunque non si è mai presentata un'accusa diretta rivolta ai giudici colpevoli di negligenza o errore. Per il futuro si prevede una situazione in cui, i giudici obbligati dall'organo statale di pagare per le proprie inadempienze, saranno indubbiamente di più. Ciò varrà quasi obbligatoriamente nei confronti dell'Anm, il sindacato che non ha mai voluto sentire parlare di riforme della magistratura, e che causerebbe uno scontro, e una chiusura, da una parte, ancora più grande e invalidante, alla luce del fatto che tale riforma, riguardante la responsabilità della Giustizia, verrà portata avanti con veemenza, come già si è visto d'altronde, non unicamente dall'ente governativo, ma da Forza Italia, partito da sempre impegnato, soprattutto attraverso il suo leader, a dare battaglia all'apparato inamovibile della magistratura italiana. E sicuramente, in seguito all'assoluzione dell'ex premier avvenuta pochi giorni fa, vi saranno nuove motivazioni per ristrutturare quella che sembra, anche agli occhi dell'opinione pubblica, una macchina senza più conducente, e un organo ormai sempre più chiuso in sé stesso. La recente assoluzione di Berlusconi ha inoltre portato la riforma della Giustizia in cima all'agenda governativa riguardante le riforme strutturali per l'Italia, e il modello europeo sembra la soluzione migliore al momento, in attesa che le varie parti trovino un accordo in merito alla questione.