L’impegno di HP per l’istruzione globale

Ci sono aziende che sentono più forte la loro responsabilità verso la collettività. Una di queste è HP (Hewlett-Packard) una delle storiche società statunitensi che si sono affermate nel campo dell’informatica e nella produzione di hardware e software fin dai primi passi mossi dalle nuove tecnologie.

Con il tempo la HP ha sviluppato degli standard etici ben precisi che si basano sul concetto di sostenibilità e che si diramano ben oltre i meri ambienti aziendali Infatti è stata creata la HP Foundation, un’associazione no profit che, in collaborazione con gli stessi dipendenti della HP, si impegna a dare vita a progetti che aiutino le comunità svantaggiate soprattutto in chiave di avanzamento tecnologico. Una delle ultime iniziative prese dalla HP Foundation si pone un target molto ambizioso: si prefigge infatti l’obiettivo di migliorare il livello dell’istruzione di circa 100 milioni di persone entro il 2025. Tale decisione è stata annunciata ad Amburgo, nel corso dello svolgimento della manifestazione Global Citizen Festival 2017. Il presupposto di base da cui si parte è che per combattere la povertà è necessario dare alle persone che vivono in aree del mondo svantaggiate un’adeguata istruzione che permetta loro di migliorare le proprie condizioni di vita. Per fare questo le nuove tecnologie possono fornire un supporto non trascurabile. Il primo passo che HP intende muovere per il raggiungimento del suo ambizioso obiettivo sta nella formazione, una formazione che sia più snella e più facilmente accessibile e che fornisca nuovi strumenti tanto ai docenti che ai discenti. Ogni singola realtà deve essere studiata nella sua specificità e per fare questo verranno messi a punto degli strumenti informatici che consentano l’apprendimento digitale e che raggiungano una platea di persone più vasta possibile. Inoltre sono tanti i progetti che, con diverse modalità, cercheranno di portare la conoscenza e l’istruzione a chi ne ha più bisogno. Già da qualche anno, ad esempio, è attivo il progetto HP World on Wheels, che prevede l’insegnamento dei rudimenti delle nuove tecnologie ad alcuni centri dell’India non facilmente raggiungibili. C’è poi l’ HP Learning Studio, un format che aiuta i docenti a dare vita ad un nuovo metodo di insegnamento interattivo e che sarà implementato soprattutto nei paesi del Medio Oriente, mentre è già attivo in molte scuole di Australia, Canada, Nuova Zelanda, Stati Uniti e di sette paesi europei. HP LIFE è invece un programma di apprendimento rivolto a coloro che vorrebbero entrare da leader nel mondo dell’imprenditoria. Infine, grazie al NETA (HP National Education Technology Assessment), HP affianca i governi mondiali allo scopo di mettere a punto politiche che facciano in modo che la formazione vada di pari passo con le richieste del mondo del lavoro, affinché davvero la conoscenza possa diventare un utile strumento per garantirsi una vita migliore, quanto meno dignitosa, per i tanti poveri che ci sono al mondo. Nate Hurst, Chief Sustainability and Social Impact Officer di HP, dice di essere orgoglioso idi lavorare per un’azienda che ha capito come investire sul futuro delle nuove generazioni significhi anche dare un impulso reale alla sua possibilità futura di sopravvivenza. Sarah Brown, presidente esecutivo di Global Business Coalition for Education, ha ringraziato HP per il suo impegno, dicendosi contenta soprattutto del fatto che l’attenzione della società si sia appuntata sugli emarginati, su chi ha meno possibilità, poiché questi saranno in grado di colmare un gap di cui non hanno colpa ma che li penalizza fortemente.