Le nuove leggi italiane sulle vaccinazioni

In questi ultimi giorni l’opinione pubblica italiana è stata animata da un acceso dibattito in merito alla decisione da parte del Ministero della Salute di rendere obbligatorie alcune vaccinazioni per i bambini che si iscrivono all’asilo, decidendo persino di imporre delle multe, anche piuttosto salate, a quei genitori che dovessero rifiutarsi senza un valido motivo di ottemperare alla legge. Nello specifico, le nuove misure sono spiegate all’interno del Decreto Legge 73/2017.

Successivamente il Ministero della Salute ha emesso una circolare in cui si spiega nel dettaglio cosa cambia e quali sono le modalità con cui verrà applicata la nuova legge. Per prima cosa viene spiegato il motivo per cui si è giunti a tale determinazione: negli ultimi anni vi è stato un netto calo nel numero delle vaccinazioni, tanto da abbassare la percentuale dei bambini vaccinati ben al di sotto di quella che viene considerata la soglia di sicurezza (95%), quella cioè che garantisce una copertura dal contagio anche a chi non ha fatto il vaccino per altri problemi di salute. Detto questo, quello che cambia è il numero dei vaccini. Fino al 2016 i vaccini obbligatori erano solo quattro: tetano, poliomelite, difterite ed epatite B. Adesso il numero dei vaccini obbligatori per i bambini che frequentano gli asili sale a 12: si aggiungono i vaccini contro pertosse, parotite, morbillo, hemophilus B, meningococco B e C, rosolia, varicella. Le vaccinazioni sono obbligatorie per tutti i ragazzi fino ai 17 anni di età, e per i piccoli che si iscrivono all’asilo sono un requisito necessario e imprescindibile. Dunque nel momento in cui un genitore va ad effettuare l’iscrizione del proprio figlio all’asilo deve certificare di aver eseguito tutte le vaccinazioni, che sono gratuite e possono essere richieste alla ASL di competenza. Coloro che non potranno dimostrare di aver adempiuto alla legge dovranno darne valida motivazione. I motivi ritenuti validi sono l’immunizzazione derivante dall’aver già contratto la malattia, che va certificata con un documento emesso dal medico, o altri motivi di salute che rendono sconsigliabile inoculare il vaccino. Il genitore che invece si dimostrasse inadempiente senza valida motivazione potrebbe incorrere in sanzioni pecuniarie da un minimo di 500 euro ad un massimo di 7.500 euro. I bambini che fino ad ora non hanno ricevuto alcuna vaccinazione dovranno fare tute quelle obbligatorie; per i bambini nati in anni precedenti è previsto che ne vengano aggiunte 5 o 6 in base all’età e all’anno di nascita, come specificato nel dettaglio nella circolare. Le scadenze per presentare tutta la documentazione sono il 10 settembre 2017, che è la data ultima per effettuare le iscrizioni a scuola o all’asilo, o al più tardi il 10 marzo 2018. Per dare tutte le informazioni in merito e rispondere ad eventuali risposte il Ministero della Salute, a partire dal 14 giugno 2017, ha attivato un numero telefonico, 1500, a cui ci si potrà rivolgere dal lunedì al venerdì per avere tutti i chiarimenti necessari. Dunque il Decreto Legge è infine entrato in vigore e dal prossimo anno scolastico tutti i genitori vi si dovranno adeguare per non pagare multe elevate e per tutelare la salute dei loro bambini. In questo modo si riusciranno a ristabilire i livelli di sicurezza e ad arginare il calo vertiginoso che le vaccinazioni hanno avuto negli scorsi anni e che tanto hanno impensierito il Ministero della Salute.