Alto Adige: nuova ridiscussione della riforma sanitaria

È necessario far comprendere alla Svp che il comparto sanitario, il quale erode dalle entrate della Provincia oltre un miliardo annuo, non è una proprietà privata. A ridosso della scelta di effettuare una riforma sanitaria per la regione Alto Adige risulta necessario discutere in modo approfondito, preliminarmente. Pertanto non è cosa opportuna che la discussione avvenga unicamente in sede di consiglio.

I membri della giunta Verdi, tra i quali Brigitte Foppa,Hans Heissm e Riccardo Dello Sbarba, esultano, ottenendo un risultato, a loro parere, importate, attraverso il fermo alla riforma della sanità. Si è deciso nella giornata del 10 ottobre in sede consigliare, attraverso il varo di due rimostranze presentate dalla lista dei Verdi. Rimostranze le quali contemplano che sia annullata la riforma riguardante l'eliminazione di ambulatori e centri ospedalieri, e che l'intero complesso delle informazioni siano ridiscusse allo scopo di effettuare una legge la quele contempli una discussione amministrativa alla quale partecipino gli enti coinvolti, e infine, per ciò che concerne l'assegno della mancata autosussistenza, il consiglio dovrebbe erogare un resoconto riguardo questa eventuale approvazione, per un pacchetto riforme che sia in grado di attivarsi a lungo raggio, e non unicamente nell'ora. In questi giorni, proseguono i membri della giusta della lista dei Verdi, i dibattiti riguardo all'edificazione del Vipiteno e San Candido, e riguardo all'avvenire delle 7 strutture ospedaliere altoatesine si stanno rivelando ogni giorno più complessi. È sufficiente pensare alle fiaccole che hanno atteso gli assessori in San Candido, oltre alle rimostranze avvenute in località Vipiteno, con oltre 1000 cittadini che hanno preso parte alla protesta, fermando e urlando ai dirigenti sanitari della regione, i quali erano giunti allo scopo di comunicare alla cittadinanza il piano riforme. Ci stiamo producendo, prosegue il gruppo, in una rimostranza decisa nei confronti dell'assenza di un piano strategico integrale, e per l'assenza di informazioni trasparenti a riguardo. È sufficiente pensare al fatto che nessun membro del consiglio, da tre anni a questa parte, sia stato capace di ricevere le informazioni relative al documento Pasdera, le quali contemplano i dati a riguardo delle 7 strutture  ospedaliere in oggetto. Criticano inoltre l'aumento della mancanza di una tutela capillare per via di un atteggiamento non in linea con quelle che sono le scelte di tutti, e non chiaro perché non accessibile. In questo modo ci si rende conto del fatto che il consiglio, omettendo queste informazioni necessarie, ha un atteggiamento che sembra denotare che il comparto sanitario sia una faccenda privata. Siamo pertanto portati a coinvolgere sempre più gli abitanti in tali questioni, in modo che siano informati, come d'altronde gli altri membri della giunta, della faccenda, alla luce del fatto che Sanità rappresenta, per prima cosa, una questione pubblica. Nella giornata del 10 ottobre è stato inoltre fermata una proposta di legge giunta da Sudtiroler Freiheit, attraverso la quale il membro del consiglio Klotz intimava il consiglio nel produrre un progetto integrale allo scopo di giungere alla preservazione degli attuali enti ospedalieri, con l'intento di giungere anche alla preservazione delle istituzioni di cui è già stata confermata l'edificazione, secondo il piano del consiglio varato dalla giunta nella data odierna, senza contemplare, in ogni caso, la lista Verdi, la quale rivendica il suo ruolo all'interno della delibera.