La salute delle donne nel progetto ONDA

Si fa un gran parlare della parità tra i sessi, e del fatto che uomini e donne sono uguali. Ma se questo è vero dal punto di vista dei diritti e della socialità, non lo è affatto da un punto di vista prettamente biologico. Per via della loro conformazione fisica, uomini e donne hanno esigenze molto diverse soprattutto dal punto di vista medico patologico, e questo è un aspetto che la moderna medicina non può e non deve assolutamente non considerare.

C’è poi un altro fattore da tenere presente, e cioè che la vita media delle donne (come quella degli uomini, ma le donne, secondo le statistiche, vivono di più) si è notevolmente allungata nei Paesi occidentali. Questo però, purtroppo, non significa che anche la qualità della vita sia migliorata, anzi, spesso il suo allungarsi porta la donna a confrontarsi con problematiche fisiche fino a qualche decennio fa poco conosciute o poco diffuse. Il 31 di ottobre, a Milano, si è conclusa la grande Esposizione Universale che quest’anno ha avuto come tema l’alimentazione, e quindi, in senso lato, il benessere delle persone: quindi si è parlato anche di medicina e salute. Nello specifico, durante un incontro voluto da Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) che si è tenuto proprio nell’ambito di Expo, si è affrontato il tema del benessere femminile tramite la stesura di un vero e proprio “Manifesto sulla salute della donna”. La presidente dell’associazione Onda, Francesca Marzagora, ha spiegato questa iniziativa come una precisa volontà e un impegno concreto da portare avanti nei prossimi anni, e più nello specifico nel biennio 2016-2018, dando vita ad una campagna volta a riordinare l’intero sistema sanitario in un’ottica più “rosa”. Il manifesto comprende 12 punti, che elencano le possibili soluzioni da adottare per far fronte alle necessità avvertite in tema di salute femminile, e che sono: rendere i servizi ospedalieri più efficienti e più facilmente fruibili; rendere più sicure le strutture che si occupano di parti e ginecologia; prestare maggiore attenzione alla cura delle malattie che statisticamente colpiscono di più le donne, sia fisiche che mentali. Grande importanza viene data, all’interno del manifesto, alla cura della donna in età anziana, e alla necessità di creare un’apposita area di ricezione nei Pronti Soccorso al fine di aiutare le donne vittime di violenza. Il manifesto è stato stilato tenendo conto, come si diceva, di alcuni dati statistici che dimostrano come ci siano alcune problematiche legate alla salute che colpiscono in particolar modo le donne. Ad esempio, si calcola che sono più le donne (il 51%) che gli uomini (il 42%) che muoiono per malattie legate al cuore. La depressione è un male che colpisce molto di più le donne che gli uomini; sono più di sei milioni le donne che sono rimaste vittime di abusi, stupri e violenze, e oltre un milione ha addirittura perso la vita. Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2030 oltre il 15%della popolazione femminile sarà obesa. Tutto questo costringe quanti operano nel settore della sanità a prendere contatto con la realtà dei fatti e a decidere di creare un sistema sanitario che sia in grado di fronteggiare le necessità delle donne, non di meno che quelle degli uomini, rendendosi conto che si tratta di due mondi completamente diversi, che vanno affrontati in modo differente anche dal punto di vista medico.