Sanità, Caso Stamina e Ticket

Ci sono diverse patate bollenti da sbrigare nel campo sanitario italiano come quelli delle cure compassionevoli del metodo Stamina e quella dei nuovi ticket: anche la rete ospedaliera è tutta da riorganizzare, con nuovi costi standard da revisionare ed applicare. Queste, sono solo alcune delle riforme e dei tanti dossier sul tavolo della sanità, che rischiano di rimanere fermi a causa della caduta del governo Letta, alle prese con le dimissioni irrevocabili dei ministri del Popolo delle Libertà, tra cui anche quelle di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute in seno al governo, che lasceranno ai successori un bel pacchetto di riforme da elaborare e portare al termine.

Innanzitutto, si aspetta la decisione sul caso Stamina, il trattamento di cure compassionevoli a base di cellule staminali messo a punto dal professore Davide Vannoni. Il ministro Lorenzin, dovrebbe decidere se iniziare a dare il via alla sperimentazione, anche dopo le bocciature del comitato di esperti, che hanno dato esito negativo a questo trattamento, dopo aver esaminato le carte consegnate da Vannoni e il suo team. Resta, sulla carta, una decisione ardua da prendere per il ministro, soprattutto perchè il Parlamento italiano ha stanziato tre milioni di euro per appurare la validità e la sicurezza di questa terapia. Un altro nodo da sciogliere resta quello concernente l'introduzione dei nuovi ticket: il ministro della Salute ha ribadito in più occasioni che i due miliardi di nuovi ticket, introdotti dall'ultimo governo guidato dal Cavaliere Silvio Berlusconi nell'estate 2011 e che sarebbero dovuti entrare in vigore l'anno prossimo, saranno integrati nella legge di stabilità.

Le ultime vicende plitiche che stanno "colpendo" il nostro paese, rendono sempre più difficili queste promesse, infatti, in bilico si trova anche il Patto della Salute, ossia una specie di piano regolatore della sanità che coinvolge sia il governo, sia le Regioni, che dopo diversi mesi di difficoltà tra loro, hanno chiesto alla Lorenzin di incontrarsi attorno ad un tavolo per stipulare, una volta per tutte, questo accordo. I tavoli aperti per queste discussioni sono stati molteplici, tanto che, prima della metà di Agosto 2013, ci si è riuniti per discutere di varie tematiche, tra cui Lea, piani di rientro, edilizia sanitaria, ticket, cure primarie e rete ospedaliera. All'interno di questo Patto, è presente anche la riforma dell'assistenza territoriale, dove si propongono ambulatori di zona, aperti 24 ore su 24, in modo tale da ridurre drasticamente il numero dei ricoveri in ospedale. Come tutte le riforme italiane, anche questa ne richiama un'altra accessoria, ossia la ristrutturazione della rete ospedaliera, con la conversione di piccoli ospedali, in appunto ambulatori specializzati, con strutture più adeguate alle esigenze dei cittadini e del territorio.

Tra pochi giorni, precisamente il 25 Ottobre 2013, entrerà in vigore in tutta la Comunità Europea una direttiva mai vista prima: da questo giorno, un cittadino italiano avrà tutto il diritto di sottoporsi ad un intervento presso una struttura di Parigi, Stoccolma piuttosto che Londra o viceversa, che magari un cittadino olandese, potrà venire nel nostro paese per effettuare qualsiasi tipo di intervento. Si tratta di una rivoluzione che interesserà a 600 milioni di cittadini, ben 2 milioni di medici e 20 milioni di assistenti infermieristici. Sempre il ministro della Salute Lorenzin, ha creato un gruppo operativo che affronterà il passaggio nella sanità europea: ciò sta ad indicare l'omologazione dei prezzi, studiare nuove procedure amministrative, coinvolgere tutte le Regioni del paese ed, infine, creare un sistema ad hoc per far riconoscere nelle altre città europee la stessa prescrizione medica. Un'altra riforma rimasta ferma da molti anni ormai, quasi tredici per l'esatezza, è la revisione dei livelli essenziali di assistenza.