Manifesto dei Riformisti Europei

Caro Segretario,

ti inviamo una nostra riflessione che è rivolta a tutti coloro che deside­rano una sede per discutere di una politica fatta di valori, riforme e cambiamento. È rivolta a tutti quelli che immaginano il PDL come partito che nasce dalla collaborazione e dalla sin­tesi delle culture dei cattolici democratici, dei liberal-democratici e dei socialisti democratici e riformisti e dai valori sociali rappresentati da quello che fu il lungo percorso di AN. Proprio per questo lanciamo un appello per la salva­guardia della laicità di un partito che deve operare per la laicità dello Stato. Laico è, a nostro avviso, uno Sta­to che sa essere equidistante da tutti i suoi cittadini, dal­le loro culture, dalle loro razze e dalle loro religioni. Il PDL corre oggi il rischio di una deriva confes­sionale che, pur ispirata da valori alti, finirebbe per pri­varlo della sua laicità. La forza della collaborazione fra cattolici, liberali e socialisti sta proprio nella capacità del reciproco rispetto e della convivenza di valori e cul­ture diverse che insieme hanno determinato la crescita della nostra democrazia e lo sviluppo del nostro Paese. In questo contesto nessuno di noi si sogna di mettere in discussione l'art 7 della Costituzione ma pensa che occorra la capacità di attuare concretamente il rapporto con tutte le altre confessioni religiose, così come stabilisce l'art. 8 della nostra stessa Costituzione.

Il PDL sta, altresì, rischiando di perdere la cul­tura di un riformismo che deve essere riconoscimento dei meriti accanto al rifiuto dell'ingiustizia, fondato su un grande senso di responsabilità istituzionale quando si è alla guida del Paese come quando si è all'opposi­zione. Proprio per questo occorre un nuovo slancio per garantire un delicato equilibrio tra libertà e responsa­bilità, tra economia di mercato e Stato sociale. La gran­de capacità di un partito popolare, liberale e riformista deve essere quella di compiere questa difficile sintesi, anche operando mediazioni alte e responsabili. Il PDL deve ritornare a essere grande forza poli­tica delle pari opportunità tra tutti i cittadini. Que­sto vale sia per le aree geografiche, allo scopo di garan­tire sostegno all'occupazione lì dove lo sviluppo da solo non riesce a fornire la giusta risposta alla domanda - in taluni casi disperata - di lavoro; sia nel rapporto tra i ge­neri, rispetto al quale non può restare nel dna del parti­to la macchia indelebile di una legge che toglie a oltre il 54 per cento del corpo elettorale - le donne - la garanzia di un minimo di presenza in Parlamento, collocando il nostro Paese al di sotto di qualunque pur piccola e gio­vane democrazia africana.

Il PDL deve mostrare tutta la sua capacità di di­fendere la legalità e contrastare le mafie. Vi sono oggi zone del nostro Paese nelle quali la criminalità orga­nizzata comunque si chiami: cosa nostra, 'ndrangheta o camorra, uccide brutalmente gli uomini, distrugge la li­bertà d'impresa e ruba il futuro alle giovani generazio­ni. Il nostro compito è stato quello di dichiarare una guerra aperta e senza quartiere, contro questo cancro della no­stra società. Lo abbiamo svolto in questi anni con uno straordinario impegno del quale tu sei stato, in prima persona, grande protagonista. Ma il compito della politica, di tutta la politica, è an­che quello di guardarsi dentro, rompere i tentativi di in­filtrazione e fare assoluta pulizia di chi avesse pensato di essere cinghia di trasmissione tra la criminalità, le amministrazioni e le Istituzioni.

Noi siamo convinti che nella geniale intuizione origi­naria di Silvio Berlusconi, nel momento in cui diede vi­ta al movimento poi divenuto partito, si intrecciavano le storie e le culture di tanti italiani che avevano perdu­to il loro punto di riferimento politico in quei partiti, spazzati nella stagione del passaggio alla cosiddetta se­conda Repubblica. Siamo convinti che occorra recupe­rare quello spirito originario di una esperienza multi-culturale e che sono da rinnovare le battaglie e le posi­zioni che abbiamo illustrato. Chiediamo a te, Segretario del partito, di fare in prima persona uno sforzo di sintesi senza il quale, nella competizione e nella prevalenza di un valore sull'altro, il rischio sa­rebbe quello della perdita del nostro patrimonio più grande, quello dell'unità che deriva dalla tolleranza. Questa unità nasce dal riconoscimento dei valori e da una pratica di libertà di scelte quando, proprio nel nome della laicità, le diverse culture si incrociano tra loro. Siamo certi che la tua intelligenza e la tua capacità di cogliere il grande valore politico di alcune diversità, come una ricchezza, ti consentirà di governare un partito la cui forza sta nell'unità di intenti articolata in una mirabile fusione di valori.

Riformisti Europei

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On Avv. Angelino Alfano
Segretario politico nazionale del PDL
Via dell'umiltà
00100 ROMA